Lettera di Alessandro Barattoni, segretario provinciale PD agli iscritti

Approfitto dell’intervista rilasciata ieri a Ravennanotizie.it   ( http://pdravenna.it/2017/11/29/intervista-al-segretario-provinciale-pd-lassemblea-unitaria-domenica-della-nuova-sinistra-articolo-1-mdp-si-possibile/ ) per condividere con voi le risposte che ho dato, pur nella consapevolezza che le domande erano molto più concentrate sul passato e sul presente piuttosto che sul futuro del nostro Partito.

Per questo ritengo doveroso esprimerti la mia soddisfazione per il buon clima che sto trovando nei tanti circoli del nostro partito che ho il piacere e la fortuna di visitare così come vado fiero, come credo dovremmo esserlo tutti, di vedere le tante iniziative che con passione e impegno si stanno organizzando nei territori della provincia per approfondire meglio e confrontarsi sull’azione di governo locale e nazionale che ha visto il Partito Democratico protagonista.

Dalla base arriva l’invito a proseguire e non fermarsi, anche oggi che ci stiamo avvicinando alla fine della legislatura: dal tema dei diritti sul quale tantissimo è stato fatto fino ad oggi e altri passi ancora potremmo fare se riusciremo a far approvare leggi di civiltà come il biotestamento, fino al tema del contrasto alla povertà, che dal 1 gennaio vedrà l’entrata in vigore del Reddito di Inclusione (REI) che, dalla manovra in discussione dovrebbe uscire con un’estensione della platea dei beneficiari, capace di andare oltre alle persone inizialmente ricadenti nelle categorie beneficiarie in una visione universalistica capace di superarle; insomma c’è l’occasione di continuare a fare buona politica per come siamo abituati ad intenderla noi, cioè lavorando per l’approvazione di provvedimenti che poi possono incidere e migliorare la vita di tutti i giorni delle persone.

Anche per questo e consapevoli che abbiamo di fronte la destra peggiore d’Europa credo dovremmo essere tutti inorriditi, rimanendo all’attualità, rispetto a quanto affermato ieri da Salvini alla domanda sul  testamento biologico rispondendo “mi occupo dei vivi non dei morti.”.
Il fatto è che il biotestamento riguarda ovviamente i vivi: il diritto, la libertà e la dignità di tanti malati e delle loro famiglie. E il nostro partito ha le competenze, la sensibilità per lavorare per fare approvare la legge e di occuparsi parallelamente non solo delle maggioranze in Parlamento ma di lavorare altresì sull’opinione pubblica preoccupandosi di creare il necessario consenso, costruendo occasioni di confronto, anche per questo ne approfitto per invitarvi all’iniziativa di lunedì 4 alle 18:30 a Faenza che vedrà ospite l’On. Donata Lenzi, della quale vi allego il volantino.

Non dobbiamo commettere l’errore di sottovalutare le conseguenze che governi a guida Lega o Movimento 5 Stelle potrebbero avere in questo fragile paese.

L’Italia che stiamo portando alle elezioni politiche è migliore di quella che avevamo ereditato e anche tanti indicatori ci permettono di dire che l’economia è ripartita.

Certo, c’è un ascensore sociale da far ripartire, ci sono disuguaglianze sulle quali lavorare, nuove opportunità da creare ma credo che non dovremmo dimenticare la situazione economica/finanziaria nella quale si è insediato il Governo Monti e di come i tre governi successivi a guida PD con la loro l’azione di governo, anche stabilendo record riguardo al recupero dell’evasione fiscale, abbiano permesso all’Italia di riemergere dalla stagnazione facendoci arrivare ad oggi con trend e prospettive migliori rispetto al 2013.

Così come credo dovremmo valorizzare maggiormente l’incredibile lavoro fatto sul tema dell’accoglienza e dell’immigrazione da parte dei nostri Ministri e dei Sindaci, perché sono stati capaci di gestire con responsabilità e serietà, eventi che hanno cause profonde derivanti dal rapporto fra nord e sud del mondo, che la globalizzazione non ha risolto e che alti tassi di natalità, guerre e cambiamenti climatici hanno accelerato.  Oggi credo si debba rivendicare di aver governato il problema senza chiudere gli occhi o lasciando che prevalessero le emergenze, come vorrebbe chi senza un minimo di umanità pensa alle persone come numeri da sbandierare alimentando il fuoco delle polemiche per poi raccogliere il massimo del consenso dalla disperazione, dalle insicurezze e dalle fragilità.

Sono convinto che grazie a questo lavoro oggi possiamo dire che la democrazia ha tenuto. E non credo fosse scontato, se ricordiamo le reazioni non solo verbali che si susseguivano fino a pochi mesi orsono ad ogni arrivo di migranti.

Credo insomma che dovremmo avvicinarci ad una campagna elettorale che si preannuncia durissima con questo spirito che tenga insieme la soddisfazione per l’enorme mole di lavoro fatto, con un percorso di approfondimento, dal quale dobbiamo uscire più pronti e preparati, orgogliosi dei risultati raggiunti e capaci allo stesso tempo di fare autocritica rispetto a qualche provvedimento che non ha dato i risultati sperati e sul quale dovremmo continuare a studiare e lavorare per ricalibrarlo in modo che dia le risposte che ci aspettavamo.

Sono convinto che in questo modo, con il grande patrimonio di donne e uomini che abbiamo come iscritti, elettori, simpatizzanti e volontari, con la fiducia e il sorriso sulle labbra di chi ha lavorato tanto per far risalire la china a questo paese, potremmo nuovamente raccogliere la sfida del governo perché abbiamo ancora tantissimo da dire e da fare per un’Italia più giusta, più unita e più moderna.

 

Alessandro Barattoni
Segretario Provinciale PD Ravenna

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