Tasse 2015: Castel Bolognese la piu economica nella nostra provincia

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Cervia è la più cara città, per tasse pagate (probabile effetto Milano Marittima), della provincia di Ravenna, mentre Castel Bolognese è quella dove si pagano meno. In mezzo, a debita distanza soprattutto dalla località marittima, ci sono gli altri sedici comuni.
Dall’analisi realizzata dal servizio Finanza della Regione Emilia Romagna, relativa al 2015, appare questa fotografia sullo stato della pressione tributaria, per le famiglie, nel territorio provinciale. La classifica delle città utilizza l’indicatore della pressione della tassazione, la somma cioè di tutte le entrate da tributi (Imu, Tari, Tasi, Irpef e altre imposte comunali) diviso per il numero di abitanti. Questo calcolo fotografa quanto ogni cittadino residente deve al proprio fisco municipale.
Se Cervia, come si diceva, svetta su tutti con 1.222 euro pro capite annui (nel 2014 erano 1.252), la meno cara è la cittadina castellana posta sulla via Emilia. A Castel Bolognese, infatti, ogni residente ha dovuto versare 507 euro (nel 2014 erano 508 euro). Dati che se confrontati con la media della provincia di Ravenna (718 euro pro capite) e quella regionale (722 euro) dimostrano come il gap e le differenze siano importanti e consistenti per le tasche dei cittadini.
La situazione nel ravennate vede appunto la località adriatica composta da Cervia-Milano Marittima imporsi con cifre che in alcuni casi raddoppiano quelle presenti in altri comuni limitrofi. La causa principale è soprattutto la presenza delle seconde case, magari anche di non residenti, ad uso turistico ed estivo che impennano il dato. Nel capoluogo invece la situazione è più calmierata. A Ravenna infatti i residenti pagano 751 euro l’anno (due anni fa dovevano sborsare 777 euro).
Per quanto concerne la Romagna faentina spicca sicuramente la situazione del paese collinare di Casola Valsenio. Qui si pagano più tasse rispetto agli altri sei comuni, nel 2015 ogni casolano ha lasciato al Comune 747 euro pro capite mentre nel 2014 ha dovuto pagarne 789. La motivazione è semplice. I comuni più piccoli, quelli compresi fino a 3.000 abitanti, a livello regionale il dato è confermato, sono quelli che soffrono di più della tassazione locale utilizzata per offrire servizi alla comunità. Analizzando i dati degli altri comuni manfredi emerge come a Faenza si siano pagati, l’anno scorso, 644 euro a famiglia (due anni fa erano 687) seguono quindi Solarolo con 604 euro nel 2015 (628 nel 2014), Riolo Terme con 599 euro (569 nel 2014) e Brisighella con 588 euro (572 nel 2014).
Nella Bassa Romagna la realtà più cara è Sant’Agata sul Santerno. Qui le famiglie l’anno scorso hanno pagato 759 euro (nel 2014 erano 750 euro). In ordine decrescente seguono Conselice con 654 euro annui (erano 620 due anni fa), Alfonsine con 653 euro (645 nel 2014), Lugo con 632 euro (erano 670 nel 2014), Cotignola con 632 euro (635 due anni fa), Bagnara di Romagna 619 euro (678 euro nel 2014), Massa Lombarda con 599 euro (erano 565 due anni fa), Russi con 597 (erano 600), Bagnacavallo con 585 euro (erano 623) per concludere con Fusignano che ha avuto un’imposizione di 566 pro capite (erano 604).

Riccardo Isola per Sette Sere