Chiusura Omsa, gruppo Pd in Regione “Scelta grave e sbagliata”

I consiglieri Alessandrini, Costi, Fiammenghi, Nazzotti, Mori e Pariani espri,omo la netta posizione di contrarietà del gruppo Pd dell’Assemblea legislativa regionale alla decisione della proprietà dell’azienda di Faenza.

“Sbagliata e grave la scelta di chiudere lo stabilimento Omsa e di trasferire l’attività in Serbia, soprattutto perché l’azienda non è attraversata da importanti difficoltà economiche, finanziarie e di mercato. L’economia e l’attività imprenditoriale dovrebbero progredire in un quadro in cui si affermano, oltre che i doveri, i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, l’etica e la responsabilità sociale, per salvaguardare il bene prezioso che in questa regione ci siamo conquistati: la coesione sociale”.
Netta, quindi, la posizione di contrarietà del gruppo Pd dell’Assemblea legislativa regionale alla decisione dell’azienda di Faenza.
“Si tratta – affermano i consiglieri Alessandrini, Costi, Fiammenghi, Mazzotti, Mori e Pariani – di una operazione di delocalizzazione ingiustificabile che cancella una realtà importante dell’industria emiliano-romagnola ed italiana. È una decisione grave, assunta senza nemmeno informare i sindacati che solo 8 giorni fa avevano chiesto di attivare un confronto tra azienda, Istituzioni e organizzazioni sindacali, per poter valutare e approfondire soluzioni alternative e risposte concrete alla ricollocazione delle lavoratrici e dei lavoratori Omsa”.
“L’impegno di Regione, Provincia di Ravenna e Comune di Faenza, che si erano attivati per trovare nuovi acquirenti, si è scontrato con il silenzio assordante del Governo che ancora una volta non fa nulla per tutelare la forza lavoro e favorire il permanere delle imprese in Italia. Basti pensare che sono ormai tre mesi che non abbiamo il ministro dello Sviluppo Economico.
Chi a parole difende il Made in Italy avrebbe dovuto difendere il futuro e la professionalità di quei 350 dipendenti, quasi tutte donne, che garantivano qualità e prestigio ai prodotti Omsa”.

“A destare preoccupazione è proprio l’impatto sull’occupazione femminile – sottolineano i consiglieri Pd – che rappresenta uno dei punti di forza dell’Emilia-Romagna. L’importante raggiungimento degli obiettivi previsti dal trattato di Lisbona (60% entro il 2010, in Italia siamo al 46%) rischia però di essere compromesso da scelte come questa, che provocano un arretramento sociale oltre che un danno enorme per l’intera economia regionale”.
“E’ il risultato della mancanza di una seria politica industriale – conclude il presidente del gruppo Pd Marco Monari – che si esaurisce nell’utilizzo della cassa integrazione per cercare in altri paesi manodopera a minor costo. Tutto questo non potrà che segnare il declino del nostro sistema imprenditoriale”.

mercoledì, 28 luglio 2010 | Categoria: Documenti
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Crisi Omsa

E’ notizia di oggi che la proprietà dell’azienda OMSA ha concluso un accordo con il governo serbo per la apertura di un nuovo stabilimento.
Anche in questo l’azienda di Faenza batte nel ben triste primato di tempismo la FIAT.
La notizia ha sorpreso tutti i sindacati, che hanno incontrato la proprietà il 20 luglio senza venire informati di nulla. A quanto pare i dirigenti aziendali nei giorni scorsi hanno formalizzato un accordo con il ministro dell’Economia serbo per l’apertura di uno stabilimento in loco, il terzo del gruppo nella regione.

In questa vicenda purtroppo bisogna rilevare che il Ministero non è intervenuto nei modi e nei tempi giusti per porre vincoli e fatto richieste a tutela della forza lavoro in Italia
E’ necessario che tutti comincino a prendere posizioni forti contro le aziende che nei loro ‘piani strategici’ decidono una delocalizzazione così forte da mettere a rischio i posti di lavoro in Italia solo per questioni di puro interesse economico.
La delocalizzazione di una fabbrica che rappresenta 70 anni di storia che si è intrecciata con la città sembra così arrivata al capolinea.
A Castel Bolognese sono 30 i dipendenti della OMSA che sono stati già incontrati dal sindaco nei mesi scorsi per verificare possibili interventi.

martedì, 27 luglio 2010 | Categoria: Documenti
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La Regione in prima linea sui provvedimenti per la casa. Il Governo invece è latitante

I consiglieri regionali Fiammenghi e Mazzotti replicano a Bazzoni, consigliere PDL, sulle politiche abitative della regione

“Avremmo evitato volentieri di replicare all’insistenza del consigliere Bazzoni, ma la quantità di imprecisioni pronunciate è tale che servono alcune puntualizzazioni”. Lo affermano i consiglieri regionali Pd, Miro Fiammenghi e Mario Mazzotti.
“Intanto – spiegano – la Regione Emilia Romagna è tra le poche in Italia ad occuparsi del problema della casa per le giovani coppie.
Ogni iniziativa è naturalmente perfettibile, ma Bazzoni dovrebbe ben sapere che il Governo ha tagliato il fondo sociale per l’affitto, non attua alcuna politica per la casa, deve ancora spendere la metà di quei 560 milioni di euro stanziati dal Governo Prodi per l’edilizia residenziale pubblica.

Veniamo invece ai provvedimenti varati dalla nostra Regione:

1) la legge per l’affitto di 3 mila alloggi
2) oltre 8,3 milioni di euro per proseguire il programma di recupero degli alloggi pubblici sfitti (122 alloggi a Ravenna per un costo complessivo di 2,6 milioni di euro e un contributo regionale di 820 mila euro
3) con il contratto di quartiere III vengono stanziati 5 milioni di euro per interventi residenziali nel quartiere San Giuseppe, a Ravenna, e 1,5 per un altro progetto a Cotignola
4) 100 milioni di euro per l’housing sociale, con un obiettivo preciso: contrastare il disagio abitativo che affligge fasce sempre più ampie della popolazione, a partire dai giovani. L’investimento, grazie alla collaborazione con le Fondazioni bancarie, consentirà di mettere a disposizione 2 mila appartamenti.

Questi sono fatti concreti, aiuti tangibili in un momento di grave crisi  economica, il segno che la Regione non perde di vista valori come il sostegno sociale ai giovani e alle famiglie in difficoltà“.
www.pdravenna.it

domenica, 25 luglio 2010 | Categoria: Documenti
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venerdì, 16 luglio 2010 | Categoria: Partito
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Lettera aperta del segretario del PD alle ultime dichiarazioni della Lega Nord e del Capogruppo in Consiglio comunale Minardi

Carissimi,
nel leggere sui giornali nei giorni scorsi le dichiarazioni della Lega Nord e quelle successive del Capogruppo in Consiglio comunale Enzo Minardi non posso non fare alcune considerazioni.
La prima è che c’è un parco palesemente danneggiato da vandali.
La seconda è che il parco risulta frequentato per loro stessa ammissione da aderenti alla Lega.
La terza è che, secondo la Lega, se il primo cittadino vede qualcuno che urina sui giochi dei bambini dovrebbe girarsi dall’altro lato e non intervenire e questo in quanto appartiene ad un partito.
La quarta che se un gruppo di persone si reca una volta in un giardino per verificare i danni prodotti da vandali non è un gruppo di cittadini dotati di senso civico, ma una ronda.
La quinta riguarda il fatto che (secondo le dichiarazioni al giornale di Minardi) è tutta colpa del sindaco perché non ci sarebbero i fondi per i volontari alla sicurezza.
Bene vorrei dire che è giusto che Minardi si faccia interprete dei problemi degli operatori della sicurezza del suo territorio, ma dovrebbe rivolgersi, anziché al sindaco Bambi, al Ministro dell’Interno Roberto Maroni, che taglia le risorse alle Forze di Polizia, al punto che le pattuglie di Faenza debbono centellinare la benzina e spesso non escono in pattuglia per mancanza di fondi, o il Commissariato di Imola è stato costretto al freddo lo scorso inverno per risparmiare sul riscaldamento.
Il Governo ha tagliato i fondi per la sicurezza, le auto della polizia sono usurate, gli organici sono insufficienti, gli agenti che vanno in pensione non vengono sostituiti.
Così che l’organico della forze dell’ordine sarà ridotto di 40 mila unità, operando un taglio del 44% delle risorse per le attività operative.
La manovra sulla sicurezza del Governo, è un mix di tagli, leggi come quella sulla intercettazioni e progetti “improvvisati” e poi abbandonati in fretta, come le ronde.
E’ in questo quadro che oggi, il governo Berlusconi, predispone ancora tagli per 3,5 miliardi di euro nel triennio direttamente sul comparto sicurezza.
E il Carroccio stavolta resta in silenzio.
Mi viene da ridere, per non piangere, quando il PdL locale chiede l’intervento di soggetti privati a intervenire per risolvere il problema: in un Paese democratico la sicurezza dei cittadini deve essere garantita non da ronde improvvisate ma soltanto da chi ha la competenza, la preparazione e gli strumenti per farlo.
E si chiamano Forze dell’Ordine.
Dunque la sicurezza è un bene pubblico da alimentare con risorse pubbliche, ed è preciso dovere del Governo garantire che i lavoratori delle Forze dell’Ordine abbiano le risorse finanziarie necessarie.

E nel frattempo gli enti locali, le Regioni ed i Comuni, tutti, sono stati lasciati al verde e non viene ascoltata la richiesta di rivedere il Patto di stabilità: stanno protestando tutti i Comuni anche quelli amministrati dalla Lega e anche quelli del centro destra che hanno addirittura restituito simbolicamente ai Prefetti la fascia tricolore,
Ora in aggiunta, la manovra del Governo ha previsto altri tagli ai Comuni.
Dunque io sono perché la mia sicurezza sia garantita dalle Forze dell’Ordine e chiedo al Governo che alle stesse sia dato la possibilità farla rispettare, con le adeguate risorse.

Il segretario del Pd di Castel Bolognese
Ignazio Belfiore

sabato, 3 luglio 2010 | Categoria: Dalla nostra Città, Partito

Bersani, la manovra è sbagliata – Video intervento integrale

Intervento integrale di Pier Luigi Bersani. La manovra è sbagliata, manifestazione Nazionale del Pd al Palalottomatica. Roma 19 giugno 2010

venerdì, 25 giugno 2010 | Categoria: Video-Foto

Partito Democratico | Castel Bolognese (Ra)