Dopo gli avvenimenti di Rosarno: … e noi al supermercato comperiamo i mandaranci…

Gli avvenimenti della scorsa settimana impongono un momento di riflessione per tutti oltre che suscitano un senso di vergogna  per come sono stati trattati e trasferiti nei  centri di accoglienza gli extracomunitari.  La memoria torna a quando noi italiani, in modo particolare proprio dal sud del nostro paese, eravamo costretti ad emigrare per vivere; ci ricordiamo le umiliazioni che erano costretti a subire i nostri nonni e i nostri padri?

La nostra storia dovrebbe  servire al ministro Maroni a non “confondere” l’integrazione degli emigrati con il problema della sicurezza  e di conseguenza dare risposte adeguate senza farci assistere alle vergognose “pulizie etniche” di questi giorni. E’ come sempre una guerra tra poveri: i cittadini abbandonati dallo Stato e gli extracomunitari sfruttati dalla malavita. Lavorare più di 15 ore al giorno per poco più di un euro all’ora e vivere nelle condizioni disumane in cui vivevano e vivono migliaia di persone, giova solo all’ ndrangheta che si arricchisce e aumenta il suo potere.I cittadini di Rosarno, l’altra parte debole della vicenda,  hanno  organizzato una  manifestazione  per respingere l’immagine di paese xenofobo, mafioso e razzista dopo gli scontri avvenuti nei giorni scorsi. In testa al corteo uno striscione con la scritta “Abbandonati dallo Stato, criminalizzati dai mass media, 20 anni di convivenza non sono razzismo”. Hanno preso parte anche numerosi immigrati e una donna di Rosarno ferita nel corso degli scontri ha sfilato accanto ad una donna di colore.
Ma quante Rosarno ci sono in Italia? Anche al nord la situazione è simile, per esempio nel Veneto, tanto decantato dalla lega,  sono gli immigrati a raccogliere gli ortaggi e la frutta.
Nelle campagne italiane lavorano regolarmente circa  90mila immigrati extracomunitari, dei quali circa 15mila con contratti a tempo indeterminato, che contribuiscono in modo strutturale e determinante all’economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo.
Gli immigrati, soprattutto l’immigrazione femminile, va a soddisfare una domanda di servizi alla persona che non sono offerti in maniera adeguata dalla Stato, come ad esempio la cura degli anziani. Questo è un esempio di come l’immigrazione aiuta le famiglie italiane e le donne che lavorano nel nostro paese. Il timore diffuso è che i nuovi arrivati sostituiscano i lavoratori italiani poco qualificati.
Studi effettuati, dimostrano, che gli effetti negativi, se presenti sono in piccola misura, proprio perché  in alcuni settori ed in particolari aree del Paese c’è un effettiva domanda di manodopera poco qualificata da parte delle imprese, che non è pienamente soddisfatta dall’offerta di lavoro degli italiani.

Ma per avere un’idea più precisa di quanti sono gli extracomunitari africani che raggiungono il nostro paese va mare osserviamo il grafico:


Vi ricordate i casi in cui un extracomunitario è morto per salvare un italiano che stava per annegare  e di quei due  extracomunitari  che in Sicilia hanno soccorso un uomo e sua moglie aggrediti e pugnalati,  mentre i passanti  italiani osservavano?
A volte loro sono anche meglio di noi.

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giovedì, 14 gennaio 2010 | Categoria: Documenti
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