27 gennaio – Per non dimenticare

27 gennaio - Per non dimenticare

martedì, 26 gennaio 2010 | Categoria: Manifesti

Dichiarazione del segretario sul Danneggiamento vetrina negozio Militaria

A seguito del danneggiamento della vetrina del negozio Militaria (ex Predappio Souvenir) il segretario del PD Ignazio Belfiore ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Esprimo ferma condanna per il gesto vandalico che ha colpito il negozio che è stato centro di discussione in città per la vendita di gadget ed abbigliamento nazifascista..Nessuna ragione politica può giustificare forme di violenza che vanno dunque condannate nel modo più netto. Così come già fatto in occasione del danneggiamento della vetrina della bacheca del PD solo pochi mesi fa, respingiamo dunque ogni forma di violenza auspicando il ritorno ad un clima di corretto dialogo e legalità.

Ignazio Belfiore
Segretario Comunale Partito Democratico Castel Bolognese (Ra)

mercoledì, 20 gennaio 2010 | Categoria: Dalla nostra Città, Partito

Solidarietà con le lavoratrici e lavoratori OMSA

Manifestazione di solidarietà alle lavoratirici e lavoratori dell’ Omsa del 16 gennaio.

lunedì, 18 gennaio 2010 | Categoria: Video-Foto

Speciale IMMIGRAZIONE (per saperne di più)

Speciale IMMIGRAZIONE
vai al nostro speciale sul “Il fenomeno della immigrazione in Italia”. Se lo conosci eviti i facili preconcetti
Informazioni utili e dati per saperne di più

lunedì, 18 gennaio 2010 | Categoria: Documenti

Assemble di circolo del Pd, giovedì 21 gennaio

GIOVEDI’ 21 GENNAIO alle ore 21.00
presso la Sala Circolo Arci di Castel Bolognese (via Emilia Int. 137),

ASSEMBLEA DI CIRCOLO DEL PARTITO DEMOCRATICO

Ordine del giorno:
1) Elezioni Regionali formazione delle liste del PD per l’elezione dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna.
2) Varie ed eventuali.

La partecipazione è aperta a tutti gli iscritti e gli elettori del Partito Democratico.

venerdì, 15 gennaio 2010 | Categoria: Partito

Una serata insieme, cena a tema: La Maialata d’Inverno, mercoledì 20 gennaio

UNA SERATA INSIEME, cena a tema (sua maestà il maiale)

LA MAIALATA D’INVERNO
MERCOLEDI’ 20 GENNAIO  2010

Sala Arci – via Emilia Interna 137  – CASTEL BOLOGNESE
Menù ( euro 15 )

Antipasto misto
Tagliatelle (fatte in casa) al ragù
Misto di carne ai ferri con contorno
Pinzimonio
Zuccherini
Acqua e vino

La cena sarà servita dalle ore 19 alle ore 20,30
Prenotazione obbligatoria entro domenica sera 17 gennaio presso:

- bar Arci tel 0546-656011
- Ignazio cell 335-1048807
- Domenico cell 340-0532380
- Alessandra cell 339-5996795

Asporto solo grigliata ( euro 8 )

Per il rispetto dell’ambiente sono banditi piatti, bicchieri e posate usa e getta.

I prodotti sono locali.

Organizzazione: PD Castel Bolognese  e Associazione Pietro Costa

giovedì, 14 gennaio 2010 | Categoria: Feste
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Dopo gli avvenimenti di Rosarno: … e noi al supermercato comperiamo i mandaranci…

Gli avvenimenti della scorsa settimana impongono un momento di riflessione per tutti oltre che suscitano un senso di vergogna  per come sono stati trattati e trasferiti nei  centri di accoglienza gli extracomunitari.  La memoria torna a quando noi italiani, in modo particolare proprio dal sud del nostro paese, eravamo costretti ad emigrare per vivere; ci ricordiamo le umiliazioni che erano costretti a subire i nostri nonni e i nostri padri?

La nostra storia dovrebbe  servire al ministro Maroni a non “confondere” l’integrazione degli emigrati con il problema della sicurezza  e di conseguenza dare risposte adeguate senza farci assistere alle vergognose “pulizie etniche” di questi giorni. E’ come sempre una guerra tra poveri: i cittadini abbandonati dallo Stato e gli extracomunitari sfruttati dalla malavita. Lavorare più di 15 ore al giorno per poco più di un euro all’ora e vivere nelle condizioni disumane in cui vivevano e vivono migliaia di persone, giova solo all’ ndrangheta che si arricchisce e aumenta il suo potere.I cittadini di Rosarno, l’altra parte debole della vicenda,  hanno  organizzato una  manifestazione  per respingere l’immagine di paese xenofobo, mafioso e razzista dopo gli scontri avvenuti nei giorni scorsi. In testa al corteo uno striscione con la scritta “Abbandonati dallo Stato, criminalizzati dai mass media, 20 anni di convivenza non sono razzismo”. Hanno preso parte anche numerosi immigrati e una donna di Rosarno ferita nel corso degli scontri ha sfilato accanto ad una donna di colore.
Ma quante Rosarno ci sono in Italia? Anche al nord la situazione è simile, per esempio nel Veneto, tanto decantato dalla lega,  sono gli immigrati a raccogliere gli ortaggi e la frutta.
Nelle campagne italiane lavorano regolarmente circa  90mila immigrati extracomunitari, dei quali circa 15mila con contratti a tempo indeterminato, che contribuiscono in modo strutturale e determinante all’economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo.
Gli immigrati, soprattutto l’immigrazione femminile, va a soddisfare una domanda di servizi alla persona che non sono offerti in maniera adeguata dalla Stato, come ad esempio la cura degli anziani. Questo è un esempio di come l’immigrazione aiuta le famiglie italiane e le donne che lavorano nel nostro paese. Il timore diffuso è che i nuovi arrivati sostituiscano i lavoratori italiani poco qualificati.
Studi effettuati, dimostrano, che gli effetti negativi, se presenti sono in piccola misura, proprio perché  in alcuni settori ed in particolari aree del Paese c’è un effettiva domanda di manodopera poco qualificata da parte delle imprese, che non è pienamente soddisfatta dall’offerta di lavoro degli italiani.

Ma per avere un’idea più precisa di quanti sono gli extracomunitari africani che raggiungono il nostro paese va mare osserviamo il grafico:


Vi ricordate i casi in cui un extracomunitario è morto per salvare un italiano che stava per annegare  e di quei due  extracomunitari  che in Sicilia hanno soccorso un uomo e sua moglie aggrediti e pugnalati,  mentre i passanti  italiani osservavano?
A volte loro sono anche meglio di noi.

giovedì, 14 gennaio 2010 | Categoria: Documenti

A Rosarno la politica dello scaricabarile

Rosy Bindi: “E’ una vergogna che dovrebbe consigliare una riflessione seria sul fallimento della Bossi Fini”. Il ministro Maroni, in stato confusionale, non sa a chi dare le colpe

Il 2009 è finito con le affermazioni del premier ferito: noi siamo il partito dell’amore. Ma nel 2010 dell’amore promesso non rimane nulla. A Rosarno, i problemi di ordine pubblico e di carattere umanitario sono un pretesto per un’azione confusa da parte del governo. E in testa alla politica dello “scaricabarile”, il ministro Maroni, con la stella sul petto dello sceriffo integerrimo, cavalca il qualunquismo più becero e nasconde il fallimento della legge Bossi-Fini.
Affrontata l’emergenza per l’ordine pubblico, e l’orrore della violenza, che va condannata a prescindere dalla provenienza, restano aperti molti interrogativi su come sia stata trattata la vicenda e su come si debba evitare una possibile ripetizione.
Quello che non è assolutamente tollerabile è il fatto che questo governo si dimentica, ogni volta che c’è un problema con la presenza di immigrati in Italia, che questi sono prima che lavoratori, clandestini, criminali e/o vittime sono Persone. Sono assolutamente fatti di carne e ossa come noi e, come noi, hanno gli stessi diritti. Tutte le considerazioni di carattere politico o di ordine pubblico vengono ad uno step successivo. Non che quello della sicurezza sia un problema secondario, anzi. Ma nell’affrontare e nel risolvere questioni come quella dei flussi migratori in Italia, si deve tener conto di condizioni prioritarie come quella umanitaria.
Quindi perché andare alla ricerca del clandestino da espellere senza ricercare i colpevoli della caccia notturna di KKK memoria contro i negri? Perché non ricordare lo sfruttamento in termini di ore lavoro/salario, di caporalato e di possibile sparizione nel nulla di origine mafiosa? Perché non ricordare la distinzione tra comunitario ed extracomunitario all’indomani dell’entrata della Bulgaria e della Romania nell’Unione europea? Perché non dire che la stragrande maggioranza degli immigrati di Rosarno sono lavoratori stagionali che fanno quello che gli autoctoni si rifiutano di fare perché lo considerano un lavoro degradante in base alle nuove norme di condotta introdotte dal berlusconismo?
Domande che per il governo si risolvono con fatti e parole assurde. Per il ministro leghista Zaia il problema è solo meridionale. Per lui esistono i negri del Nord e quelli del Sud. Per il ministro Gelmini basta limitare l’accesso all’istruzione per gli stranieri al 30%, gli altri si arrangino trovando nuove scuole o nuove sistemazioni. Per il ministro Maroni, lo stesso che venne condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale nel 1996 per i “fatti di via Bellerio”, la soluzione sta nel pugno duro abbattendo gli alloggi/baracche degli immigrati che sono stati deportati nei Cie. E il leader del partito dell’amore come la pensa? Qualcuno gli ha riferito cosa è successo o il pensiero di vincere nuove elezioni con lo spot di “meno tasse per tutti” e quello di immunizzarsi di nuovo lo hanno reso sordo e cieco?
Per Rosy Bindi, presidente del Pd, “la vergogna di Rosarno dovrebbe consigliare una riflessione seria sul fallimento della Bossi Fini. Continua invece da parte del governo un penoso scaricabarile. Gelmini e Maroni non possono cambiare le carte in tavola attribuendo a tutti – dai magistrati agli enti locali alla sinistra – tranne che a se stessi la responsabilità di una tragedia che nasce dalla negazione dei diritti elementari di chi viene a lavorare in Italia. Il trasferimento coatto dei lavoratori extracomunitari, che somiglia molto ai respingimenti in mare, ne ha umiliato ancora una volta la dignità. Anziché liberare il territorio dalla presa di chi sfruttava questi uomini, anziché affermare la
legalità e il rispetto della legge, si è scelto di spostare altrove il problema. Centinaia di uomini sono stati portati via senza le loro cose, le loro misere paghe, con la prospettiva di essere espulsi. Abbiamo sentito il richiamo del Papa, la voce autorevole del Presidente della Repubblica ma non una parola del Presidente del Consiglio. Il nuovo anno era iniziato con il battesimo del partito dell’Amore. Ma alla prova dei fatti, non se ne vede traccia”.

Dello stesso parere anche Livia Turco secondo cui “a Rosarno ci siamo trovati di fronte ad una situazione drammatica ed eccezionale per la gravità dei fatti verificatisi e per il comportamento del ministro degli Interni che, da giorni, prosegue in un inaccettabile tentativo di sottrarsi alle sue responsabilità. Sono stati colpiti cittadini perbene e immigrati inermi e solo grazie all’ottimo lavoro delle forze dell’ordine si è evitato che il bilancio fosse ancora peggiore. Quanto accaduto dimostra ancora una volta il fallimento della Bossi-Fini. Una legge che impedisce una vera quanto indispensabile opera di integrazione e lascia spazio alla malavita organizzata che si avvantaggia della condizione di illegalità in cui sono costretti moltissimi immigrati.
Il ministro Maroni continua a giocare a rimpiattino con la verità: noi sfidiamo lui ed il ministro Sacconi a presentare un programma nazionale per l’integrazione e per il lavoro regolare. Affrontiamo con misure serie il caporalato, garantiamo la sicurezza sul lavoro. Il governo ha fatto
purtroppo il contrario voltando le spalle agli enti locali. Non solo ha cancellato il fondo per l’integrazione ma ha colpito la scuola, da cui si deve partire per fare vera integrazione, piegata da tagli pesantissimi e dissennati”.

Per Marco Minniti “il ministro Maroni reitera nelle sue dichiarazioni e ciò è molto grave perché così facendo evita di vedere la realtà dei fatti. E’ vero infatti il contrario di quanto dice: è una legge come la Bossi-Fini che ha prodotto una crescita senza precedenti della clandestinità, inchiodando gli immigrati al ruolo di fuorilegge e rendendoli di fatto ricattabili. E’ la mancata integrazione prodotta da questa legge che crea le condizioni per un inferno quale quello di Rosarno. E in questa situazione, Maroni e a dispetto delle tante persone di buon senso che nella maggioranza cercano di guardare al dramma in atto preferisce le scorciatoie demagogiche scegliendo gli immigrati come capro espiatorio. Così si riesce solo a non vedere quale sia il ruolo decisivo della n’drangheta nell’intera vicenda, spingendo sempre più all’inferno dei disperati oggi privi anche della speranza”.

“La violenza a cui stiamo assistendo in queste ore non può essere tollerata, va fermata e le dichiarazioni del ministro Maroni non fanno altro che gettare benzina sul fuoco”. Lo ha dichiarato il senatore del PD Ignazio Marino commentando la gambizzazione di due immigrati in Calabria. “Il fallimento della legge voluta dalla destra, la Bossi-Fini- continua Marino – è sotto gli occhi di tutti da mesi e l’incendio di Rosarno non è che la punta dell’iceberg. E’ necessario prima di tutto riportare la calma nel paese e poi avviare in Parlamento una revisione seria e non ideologica della legislazione vigente. Non possiamo negare la realtà dell’immigrazione nel nostro paese, un paese nei fatti multi etnico che necessita di strumenti che aiutino chi vuole lavorare regolarmente in Italia e impediscano con mezzi adeguati e severi l’ingresso dei clandestini”.
A.Dra

lunedì, 11 gennaio 2010 | Categoria: Documenti